
ATASSIA TELEANGECTASICA - SINDROME DI LOUIS-BAR - IN BREVE -
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Malattia ereditata con modalità autosomica recessiva caratterizzata da coreoatetosi che comincia nell’infanzia, atassia cerebellare progressiva, teleangectasia della congiuntiva e della cute, disartria, immunodeficienza umorale e cellulare e sensibilità alle radiazioni ionizzanti. I pazienti affetti vanno soggetti ad infezioni senobroncopolmonari ricorrenti, neoplasie linforeticolari e altre neoplasie maligne. L’alfafetoproteina serica generalmente risulta elevata. (Menkes, Textbook of Child Neurology, 5th ed, p688) Medline Thesaurus
Segni e
Sintomi
Questa malattia, talvolta chiamata
sindrome di Luis-Bar, è stata descritta per la prima volta da
Sylaba e Henner nel 1926, assai prima della descrizione di
Luis-Bar nel 1941.
A livello del sistema nervoso centrale sono presenti gravi
degenerazioni nella corteccia cerebellare; perdita delle fibre
mielinizzate nelle colonne posteriori, nei tratti
spinocerebellari e nei nervi periferici; alterazioni
degenerative nelle radici posteriori e nelle cellule dei gangli
del sistema simpatico; perdita di cellule a livello delle corna
anteriori del midollo spinale. In alcuni casi sono state
riscontrate anomalie vascolari, simili alle anomalie mucocutanee,
disseminate diffusamente nella sostanza bianca del cervello e
del midollo spinale; tuttavia esse rivestono un ruolo marginale.
Vi può essere anche una perdita di cellule pigmentate nella
substantia nigra e nel locus ceruleus ed inclusioni
citoplasmatiche (corpi di Lewy) nelle altre cellule (Agamanolis
e Greenstein). Inclusioni intranucleari e strane formazioni
nucleari sono state registrate nelle cellule satellite (amficiti)
dei neuroni gangliari delle radici dorsali (Strich). (Adams et
al. Principles of Neurology. 2001)
L’atassia teleangectasia tende a differenziarsi leggermente da
famiglia a famiglia negli ultimi stadi. Le caratteristiche
principali includono: (a) atassia progressiva del tronco e
dell’andatura con esordio dal primo fino al terzo anno di età;
(b) alterazioni progressive del linguaggio; (c) aprassia
oculomotoria, ovvero l’inabilità di seguire un oggetto
attraverso i campi visivi; (d) teleangectasia oculocutanea, di
solito entro i 6 anni d’età; (e) aumento dell’alfa fetoproteina
serica; (f) infezioni frequenti, accompagnate da
immunodeficienza umorale e cellulare; (g) predisposizione alle
neoplasie, generalmente leucemia o linfoma; (h) ipersensibilità
alle radiazioni ionizzanti (sono quindi controindicate le dosi
convenzionali di radioterapia per la cura del cancro); (i)
traslocazioni reciproche che coinvolgono quasi esclusivamente i
cromosomi 7 e 14. Altre caratteristiche includono
l’invecchiamento precoce e anomalie endocrine.
Neurologia e Neuropatologia La caratteristica principale e
maggiormente disabilitante dell’atassia teleangectasia è
l’atassia progressiva cerebellare. Poco dopo che il bambino ha
iniziato a camminare, comincia a muoversi barcollando. Entro i
10 anni d’età, essi sono generalmente costretti all’uso della
sedia a rotelle. L’atassia comincia a livello del tronco, ma nel
giro di alcuni anni coinvolge la coordinazione periferica. I
riflessi tendinei profondi sono diminuiti o assenti nei pazienti
meno giovani mentre i riflessi plantari sono aumentati o
assenti. Il linguaggio impacciato e l’aprassia oculomotoria
vengono notate precocemente; risultano coinvolti sia i movimenti
saccadici orrizontali che i verticali. La scrittura viene
interessata entro i 7-8 anni d’età. La coreoatetosi viene
registrata in quasi tutti i pazienti. Gli spasmi mioclonici ed i
tremori intenzionali sono presenti in circa il 25% dei casi.
Spesso viene lamentata ipersecrezione salivare. Tutti i pazienti
in età adolescenziale necessitano di aiuto nel vestirsi, nel
mangiare, nel lavarsi e nell’uso del bagno. Lo stato neurologico
di alcuni pazienti sembra migliorare tra i 3 ed i 7 anni di età
e successivamente comincia a progredire di nuovo; ciò è dovuto
probabilmente alla rapida curva di apprendimento neurologico dei
giovani individui. La potenza muscolare è normale all’inizio, ma
diminuisce con il non utilizzo, soprattutto a livello delle
gambe. La forza delle braccia rimane generalmente inalterata. Le
contratture delle dita delle mani e dei piedi sono comuni nei
pazienti più anziani, ma possono essere evitate tramite precisi
esercizi. I pazienti con atassia teleangectasia possiedono
normali capacità intellettive, sebbene la lentezza delle
risposte renda difficile la valutazione tramite il test del QI
rispetto al tempo. Molti pazienti americani e inglesi hanno
completato le scuole superiori con ottime valutazioni; alcuni
hanno completato il college o l’università. Certi pazienti
sembrano avere un ritardo mentale minimo; la maggior parte
possiede buone capacità mnemoniche.
Teleangectasia La presenza di teleangectasia aiuta nella
diagnosi. Essa può essere osservata nella congiuntiva, sulle
orecchie, sopra il ponte del naso, nelle fosse antecubitali e
dietro le ginocchia. Talvolta può essere osservata su tutto il
corpo. Generalmente la teleangecatsia non compare prima dei 4-6
anni di vita e sebbene sia una caratteristica dell’atassia
teleangectasia, può non evidenziarsi se non molti anni dopo
l’esordio dell’atassia. I soggetti anziani non affetti da
atassia teleangectasia, occasionalmente possono presentare
teleangectasie simili in diverse parti del corpo. Boder suppose
che le teleangectasie comparissero in seguito all’esposizione ai
raggi ultravioletti, tuttavia ciò non spiegerebbe la loro
comparsa nelle zone dietro le ginocchia di alcuni pazienti.
Circa il 5% dei pazienti con atassia teleangectasia non
sviluppano mai importanti teleangectasie e risultano essere i
pazienti con sintomi più lievi. Quasi in tutti i soggetti
affetti vengono riscontrate chiazze caffè-latte pur non essendo
queste patognomoniche dell’atassia teleangectasia. (C. Scriver
et al., The Metabolic and Molecular Bases of Inherited Disease,
Eighth Edition)
Radiosensibilità Le cellule dei pazienti e dei portatori
eterozigoti, presentano una aumentata sensibilità alle
radiazioni ionizzanti, una deficitaria riparazione del DNA e
frequenti anomalie cromosomiche. (Nelson, Textbook of Pediatrics,
XVI Edition)
Negli ultimi 30 anni, i radioterapisti hanno osservato che
quando i pazienti affetti da atassia teleangectasia e cancro
sono sottoposti a dosi convenzionali di radiazioni ionizzanti,
sviluppano sequele pericolose per la vita, di solito osservate
dopo la somministrazione di dosi molto maggiori. Questa
radiosinsibilità può anche essere dimostrata in vitro usando
fibroblasti o linfoblasti dagli omozigoti con atassia
teleangectasia, sensibili alle radiazioni ionizzanti e ad una
serie di agenti radiomimentici e agenti che producono radicali
liberi.
Predisposizione allo sviluppo di neoplasie Nel corso della loro
vita, il 38% dei pazienti omozigoti con atassia teleangectasia
sviluppa una neoplasia. Circa l’85% di queste neoplasie sono
leucemie o linfomi. Nei pazienti più giovani, la leucemia
linfocitica acuta è di origine T-cellulare, sebbene sia stata
osservata anche quella di origine pre-B. Se la leucemia si
sviluppa in pazienti meno giovani, di solito è una leucemia
aggressiva T-cellulare con morfologia simile a quella della
leucemia linfoblastica cronica chiamata T-CLL, che corrisponde,
secondo la moderna nomenclatura, alla leucemia prolinfocitica
T-cellulare. Le cellule leucemiche spesso contengono una
traslocazione e/o una inversione che coinvolge il complesso per
il gene della catena alfa del recettore delle cellule T,
localizzato nel cromosoma 14q 11-12. La leucemia mieloide è
assai rara nei pazienti con atassia teleangectasia. I linfomi
sono frequenti e sono di solito di tipo B-cellulare, sebbene
siano stati registrati anche linfomi T-cellulari. Poiché i
pazienti con atassia teleangectasia tendono oggi a vivere più a
lungo, vengono osservate anche neoplasie non linfoidi. Diversi
pazienti hanno sviluppato cancro mammario e melanoma, alcuni il
cancro gastrico e ovarico. Quando vengono osservati fibromi o
leiomiomi in donne con atassia teleangectasia, dovrebbero essere
quantificati dai patologi i campi ad alto potere per le figure
mitotiche, poiché sono stati registrati leiomiosarcomi ad
esordio precoce. Anche nei soggetti eterozigoti per atassia
teleangectasia sembra esistere una predisposizione allo sviluppo
di neopalsie. Clinicamente essi non sono distinguibili dai
soggetti normali. E’ stata riportata una incidenza maggiore di
cancro mammario nelle donne eterozigoti per atassia
teleangectasia degli Stati Uniti, Regno Unito e Norvegia. In uno
studio negli Stati Uniti, il rischio di cancro mammario è stato
trovato 5 volte più alto tra le madri di pazienti omozigoti con
atassia teleangectasia rispetto ad una popolazione di controllo.
In base a questa osservazione, Swift et al. stimarono che tra
l’8 e il 18% di tutti i pazienti con cancro mammario potrebbero
essere eterozigoti per atassia teleangectasia. Questo potrebbe
voler dire che il gene ATM è il più frequente gene di
suscettibilità alle neoplasie nella popolazione generale. Le
neoplasie più frequentemente riscontrate negli eterozigoti
americani per l’atassia teleangectasia sono: il cancro mammario,
tracheobronchiale/polmonare, gastrico, prostatico, il melanoma
ed il cancro della cistifellea. In Italia ed in Costa Rica, il
cancro gastrico richiede particolare attenzione. In Costa Rica,
tra 64 genitori e nonni di pazienti con atassia teleangectasia,
la metà delle 12 neoplasie registrate erano gastriche. (Tali
osservazioni sono difficili da interpretare poiché il Costa Rica
è tra le tre Nazioni del mondo con più alta incidenza di cancro
gastrico nella popolazione generale ) Nelle famiglie italiane, 7
di 20 neoplasie nei nonni dei pazienti sono risultate gastriche.
Il cancro gastrico è stato osservato anche negli omozigoti, tra
cui due famiglie nelle quali entrambi i fratelli hanno
sviluppato cancro gastrico. Nonostante queste osservazioni,
Morrell et al. non notarono alcun aumento di neoplasie gastriche
nei pazienti omozigoti con atassia teleangectasia.
Immunodeficienza All’esame autoptico, praticamente tutti i
pazienti con atassia teleangectasia presentano un piccolo timo
di tipo embrionale. Alla fine degli anni 60’ e nei primi anni
80’, furono fatti molti tentativi per classificare le
immunodeficienze dei pazienti con atassia teleangectasia. Non
poté essere identificata una sola, costante anomalia riscontrata
in tutti i soggetti; i fratelli affetti spesso differivano nel
grado e nel profilo delle loro immunodeficieze. In una review di
pazienti inglesi, Woods e Taylor notarono che vi era un normale
funzionamento delle capacità immunologiche in 27 di 70 pazienti.
Solamente il 10% presentava gravi immunodeficienze.
Iper-IgM nei pazienti con atassia teleangectasia Vengono
frequentemente riscontrati elevati livelli serici di IgM, dovuti
forse ad un meccanismo di compenso per i bassi livelli di IgA,
IgE e IgG2. Tuttavia, alcuni pazienti con sintomatologia
classica, presentano una sindrome che può includere livelli
molto alti di IgM, splenomegalia, linfoadenopatia, neutropenia,
trombocitopenia, ipertensione, anomalie renali e scompenso
cardiaco congestizio causato dall’alta viscosità del sangue.
Alfa fetoproteina Sebbene elevati livelli serici di alfa
fetoproteina possano risultare molto utili nel confermare una
diagnosi di atassia teleangectasia, un 5-10% di pazienti affetti
presenta livelli normali di alfa fetoproteina, indipendentemente
da razza, sesso, gruppo di complementazione; questo riscontro
viene generalmente trovato concordante tra fratelli affetti.
Difetti endocrini E’ stata condotta poca ricerca relativamente
alle malattie endocrine in pazienti con atassia teleangectasia.
All’esame autoptico sono state riscontrati: deficit gonadici,
ovaie assenti o ipoplasiche, disgerminomi e tube di Falloppio
non sviluppate. Test di laboratorio sulla funzione ipofisaria
non hanno evidenziato importanti anomalie. Alcuni pazienti
sviluppano diabete insulino resistente, di solito nella tarda
adolescenza, con ipoglicemia senza glicosuria o chetosi. Fra i
familiari dei pazienti affetti sono state frequentemente
riscontrate altre forme di diabete, come il diabete mellito
giovanile e il diabete ad esordio tardivo.
Invecchiamento precoce Molte sindromi caratterizzate da
instabilità dei cromosomi, come l’atassia teleangectasia,
l’anemia di Fanconi, lo xeroderma pigmentoso e la sindrome di
Bloom, provocano invecchiamento precoce. I giovani pazienti con
atassia teleangectasia spesso presentano capelli grigi e
sviluppano cheratosi; sono stati registrati carcinomi a cellule
basali precoci. La distrofia timica e la deplezione linfatica
sono anch’esse caratteristiche dell’invecchiamento e possono
essere secondarie a difetti di ricombinaizone durante la
maturazione T-cellulare o all’accorciamento telomerico. L’esame
autoptico dei pazienti più anziani ha evidenziato alterazioni da
invacchiamento precoce come intrecci neurofibrillari nei neuroni
della corteccia cerebrale, nell’ippocampo, nei gangli basali e
nel midollo spinale simili a quelle osservabili nel malattia di
Alzheimer. In molti neuroni, nelle cellule satellite dei gangli
dorsali e nelle cellule di Schwann sono stati trovati granuli di
lipofuscina. Anche i corpuscoli di Marinesco osservati nei
neuroni pigmentati della substantia nigra sono considerati segni
di invecchiamento precoce. (C. Scriver et al., The Metabolic and
Molecular Bases of Inherited Disease, Eighth Edition)
Storia Naturale
L’incidenza dell’atassia teleangectasia è stimata intorno ad un
caso su 40,000-100,000 nati vivi, mentre la frequenza del gene è
stimata essere pari al 3% della popolazione generale. Sono
colpiti da atassia teleangectasia pazienti di tutte le razze.
(C. Scriver et al., The Metabolic and Molecular Bases of
Inherited Disease, Eighth Edition)
La malattia si presenta come una sindrome atassica-discinetica
in bambini che appaiono normali nei primi anni di vita.
L’esordio della malattia coincide generalmente con
l’acquisizione del cammino, che è impacciato e instabile.
Successivamente, entro i 4-5 anni, gli arti divengono atassici e
si aggiungono coreoatetosi, espressività facciale tipica e
linguaggio disartrico. I movimenti degli occhi diventano a
scatti, con movimenti saccadici lenti e a lunga latenza; inoltre
è presente aprassia per lo sguardo fisso volontario (il paziente
gira la testa ma non gli occhi nel tentativo di guardare
lateralmente). Viene perso il nistagmo ottocinetico. Entro i
9-10 anni, si stabilisce un lieve declino intellettivo e
diventano evidenti segni di leggera polineuropatia. La potenza
muscolare è ridotta di poco anche nella malattia avanzata, ma i
riflessi tendinei possono scomparire. Le caratteristiche lesioni
teleangectasiche, che sono per lo più orientate trasversalmente
rispetto ai plessi venosi subpapillari, si rendono evidenti dai
3 ai 5 anni d’età o più tardivamente e sono evidenti soprattutto
nella porzione esterna della congiuntiva bulbare, sopra le
orecchie, nelle parti esposte del collo, nel ponte del naso,
nelle guance con disposizione a farfalla e nelle pieghe
flessorie degli avambracci. In alcuni pazienti sono state
registrate vitiligine, chiazze caffè-latte, perdita del grasso
sottocutaneo e prematura colorazione grigia dei capelli. Molti
pazienti hanno alterazioni endocrine (assenza dello sviluppo
sessuale secondario, intolleranza al glucosio). La malattia è
progressiva e porta a morte generalmente nella seconda decade a
causa delle infezioni intercorrenti broncopolmonari o a causa di
neoplasie-di solito linfoma, meno spesso glioma (Boder e
Sedgwick). (Adams et al. Principles of Neurology. 2001)
La maggior parte dei pazienti negli Stati Uniti vive bene fino
ai 20 anni. Molti di loro sono ora nella terza decade di vita.
Questo risulta essere un grosso cambiamento rispetto a pochi
anni fa quando era raro che i pazienti vivessero oltre l’età
adolescenziale. Sfortunatamente questo rimane ancora vero per
molti Paesi per ragioni sconosciute, tuttavia la maggiore
sopravvivenza negli Stati Uniti può essere spiegata da una
migliore nutrizione, da migliori tecniche diagnostiche, da
trattamenti più efficaci delle infezioni polmonari e delle
neoplasie e da terapie mediche più aggressive. (C. Scriver et
al., The Metabolic and Molecular Bases of Inherited Disease,
Eighth Edition)
Eziologia
L’atassia teleangectasia, come lo xeroderma pigmentoso e la
sindrome di Cocayne, viene attribuita ad una riparazione
deficitaria del DNA. La modalità di trasmissione è autosomica
recessiva. (Adams et al. Principles of Neurology. 2001)
Il gene mutato responsabile di questo difetto (ATM) è stato
mappato nel braccio lungo del cromosoma 11 (11q22-23) ed è stato
clonato. Il prodotto di questo gene è una protein-chinasi DNA
dipendente localizzata per lo più nel nucleo. Essa è coinvolta
nella trasduzione del segnale di mitogenico, della
ricombinazione meiotica e nel controllo del ciclo cellulare.
(Nelson, Textbook of Pediatrics, XVI Edition)
Il gene ATM ed i prodotti di questo gene sono assai grandi: 3056
aminoacidi, 350kDa, un trascritto di 13-kb e 66 esoni che
coprono 150 kb del genoma. Il gene ATM viene espresso in tutti
gli organi studiati. Questo gene appartiene ad una famiglia di
protein-chinasi ad alto peso molecolare. L’espressione ritardata
o ridotta della p53 nelle cellule danneggiate da radiazioni nei
pazienti con atassia teleangectasia suggerisce che ATM
interagisca con le proteine a monte della p53 nella rilevazione
delle rotture della doppia catena del DNA. Il prodotto del gene
gioca anche un ruolo nella gametogenesi, come parte del
complesso sinaptonemalico. Il 70% delle mutazioni provocano la
produzione di una proteina più corta (tronca).
Nonostante il gene che provoca l’atassia teleangectasia colpisca
apparati diversi e apparentemente non collegati, la malattia
viene ereditata in ogni famiglia come singolo difetto genetico
autosomico recessivo. E’ stato evidenziato da recenti
ritrovamenti che la maggior parte dei pazienti con atassia
teleangectasia in tutte le parti del mondo sono degli
eterozigoti composti: essi presentano mutazioni diverse da parte
di padre e di madre. Nei rari casi in cui due pazienti
condividono la stessa mutazione, i loro aplotipi di solito sono
differenti, indicando origini indipendenti della mutazione. La
grandezza del gene certamente fa sì che esso sia un ampio
bersaglio per nuove mutazioni. (C. Scriver et al., The Metabolic
and Molecular Bases of Inherited Disease, Eighth Edition)
Diagnosi
Praticamente in tutti i pazienti è stata riscontrata l’assenza o
la diminuzione di diverse immunoglobuline: IgA, IgE ed isotipi,
IgG2, IgG4. Queste alterazioni sono dovute, come hanno
evidenziato McFarlin e colleghi, da una diminuita sintesi e sono
associate ad ipoplasia del timo, perdita dei follicoli nei
linfonodi, mancanza della reazione ritardata di ipersensibilità,
linfopenia e lenta formazione degli anticorpi circolanti. Sono
presenti rotture a livello del cromosoma 14 ed ora è stato
identificato il gene anomalo. Dopo un’esposizione a radiazioni
vi è una difettosa riparazione del DNA. Probabilmente questo
stato di immunodeficienza spiega l’evidente suscettibilità di
questi pazienti ad infezioni polmonari ricorrenti e alle
bronchiectasie. (Adams et al. Principles of Neurology. 2001)
La diagnosi di atassia teleangectasia si basa essenzialmente
sull’esame clinico e sul riscontro di atassia cerebellare
progressiva con esordio tra il primo ed il terzo anno d’età.
L’aprassia oculare è un criterio diagnostico affidabile dopo i 3
anni d’età. La teleangectasia si manifesta spesso diversi anni
dopo l’esordio dell’atassia; il grado di teleangectasia varia di
molto da famiglia a famiglia. L’alfa-fetoproteina risulta
elevata nel 95% dei pazienti. La risonanza magnetica evidenzia
il cervelletto distrofico. La cariotipizzazione, qualora
possibile, rivela traslocazioni caratteristiche che coinvolgono
i cromosomi 14q11-12, 14q32, 7q35, e 7p14. L’immunodeficienza e
le neoplasie, di solito linfomi, sono osservati in molti
pazienti. La maggior parte dei soggetti non presenta livelli
apprezzabili di proteina ATM (mutata) nei lisati cellulari;
alcuni pazienti tuttavia possiedono piccole quantità di questa
proteina.
L’approccio diagnostico più difficile riguarda i pazienti molto
giovani. L’errore diagnostico più frequente è rappresentato
dalla paralisi cerebrale, soprattutto quando vi è una componente
spastica nei movimenti del bambino. Con il tempo, comunque, la
diagnosi di atassia teleangectasia diventa evidente quando
l’atassia è progressiva in modo importante, i movimenti oculari
tendono a seguire meno un oggetto con lo sguardo e quando il
linguaggio diventa impacciato. L’assenza di teleangectasia a
questo stadio non dovrebbe influenzare la diagnosi di atassia
teleangectasia. La storia familiare può essere di aiuto se vi è
già la presenza di un bambino con segni e sintomi simili e se i
genitori sono imparentati. Entrambi i fattori dovrebbero far
nascere il sospetto di una malattia genetica, e l’atassia
teleangectasia è l’atassia ad esordio precoce ereditaria più
frequente. La presenza o l’assenza di neoplasia nella famiglia
di solito non è di aiuto, dal momento che può essere
interpretata in modi diversi. Le analisi di laboratorio
dovrebbero includere l’AFP, la ricerca citogenetica per le
traslocazioni t( 7;14 ), la radiosensibilità in vitro, la
valutazione immunologica. Riscontri recenti evidenziano che la
proteina ATM misurata semi-quantitativamente tramite il Western
blotting, è assente o presenta livelli molto bassi nei lisati
cellulari. Nei pazienti che la possiedono (meno del 20%), la sua
funzione risulta compromessa. Anche se alcuni di questi test non
dovessero risultare informativi, la diagnosi di atassia
teleangectasia dovrebbe ancora essere ritenuta valida per le
seguenti ragioni: (a) l’AFP rimane normale per tutta la vita nel
5% dei pazienti. L’AFP serica viene riscontrata saltuariamente
elevata nei bambini normali sotto i 2 anni d’età, non risultando
quindi un test affidabile se non in un’età successiva. (b) La
ricerca citogenetica per le traslocazioni t( 7; 14) o per cloni
spesso non ha successo poiché la scarsa risposta mitogenica
rende difficile trovare sufficienti metafisi di buona qualità
per le analisi. Anche se vi sono sufficienti metafisi, spesso
mancano le traslocazioni. Studi sulle rotture indotte dalle
radiazioni e dalla bleomicina possono essere di aiuto, ma
contribuiscono raramente alla diagnosi per la sovrapposizione
tra il range normale e quello dei pazienti con atassia
teleangectasia. (c) La valutazione immunologica è normale in
alcuni pazienti; non è chiaro se essa diventi anomala con il
passare del tempo. La risonanza magnetica del cervelletto
evidenzia generalmente una distrofia marcata nei bambini sopra i
4 anni d’età. Sono state valutate anche tecniche diagnostiche
più recenti quali la risonanza magnetica funzionale e la
tomografia ad emissione di positroni, ma entrambe dipendono
molto dalla collaborazione del paziente e non possono essere
eseguite nei bambini molto piccoli. Inoltre la PET utilizza
marcanti radioattivi e sebbene le dosi d’esposizione siano molto
basse, esse possono contribuire teoricamente al rischio di
neoplasia soprattutto della vescica dove il radioisotopo si
accumula rapidamente durante l’esame. Devono essere sottoposte
ad attenta valutazione tramite rapporto rischio-beneficio, tutte
le procedure che utilizzano radiazioni ionizzanti. La situazione
diagnostica più pericolosa per i giovani pazienti con atassia
teleangectasia, capita quando il sintomo di presentazione è una
neoplasia. Fortunatamente questo non capita molto spesso. Un
esempio anedottico è rappresentato da un bambino a cui è stato
asportato un astrocitoma cerebellare a 27 mesi di vita, con
peggioramento dell’andatura dopo l’intervento. La causa della
persistente atassia è stata spiegata diversi anni dopo quando la
sorella più giovane del paziente incominciò ad avere anch’essa
un’andatura barcollante e fu posta diagnosi di atassia
teleangectasia ad entrambe. Poiché l’astrocitoma era totalmente
resecabile, non fu preso in considerazione una ulteriore terapia
con chemioterapici o radiazioni. Il paziente morì più di 20 anni
dopo senza sequele dovute al cancro o alla chirurgia. Altri
bambini non sono stati così fortunati, poiché si sono presentati
con una neoplasia e hanno ricevuto dosi convenzionali di
radiazioni ionizzanti non essendo stato rilevato che erano
affetti da atassia teleangectasia. Anche i pazienti più giovani
presentano almeno alcuni segni neurologici sospetti ad un’età
molto precoce. Madri di pazienti affetti hanno notato
inclinazioni ed ondeggiamenti del capo nei loro figli infanti.
Per questo motivo gli oncologi pediatrici e gli oncologi
radioterapisti dovrebbero escludere la diagnosi di atassia
teleangectasia prima di trattare qualsiasi bambino con
neoplasia, ottenendo una completa storia familiare e eseguendo
un attento esame neurologico ed una consulenza neurologica.
Mentre la presenza di ipersensibilità alle radiazioni ionizzanti
è una caratteristica della malattia rilevabile in laboratorio,
non è ancora disponibile un test clinico. Il laboratorio di Huo
e colleghi ha istituito il CSA, un metodo clonogenico che valuta
la frazione di sopravvivenza della colonia di LCL ottenute da
pazienti dopo che le cellule hanno ricevuto 1 Gy di radiazioni
ionizzanti. Recentemente, a due pazienti con test CSA
ripetutamente normali, è stata riscontrata la tipica espansione
(GAA)N dell’atassia di Friedreich nel cromosoma 9q13. Sebbene la
diagnosi differenziale tra l’atassia di Friedreich e l’atassia
teleangectasia non sia difficoltosa – l’atassia di Friedreich ha
un esordio più tardivo (di solito intorno alla pubertà) e la
maggior parte dei soggetti presenta all’ECG una cardiomiopatia
ipertrofica a differenza dei pazienti con atassia teleangectasia
che non hanno problemi cardiaci – questa esperienza è servita
per sottolineare il valore dell’utilizzo delle tecniche che
valutano la radiosensibilità per confermare una diagnosi precoce
di atassia teleangectasia. I pazienti con l’atassia di
Friedreich presentano risultati CSA normali. Un ritardo mentale
grave e l’incapacità di parlare ad un’età adeguata non sono
caratteristiche tipiche dell’atassia teleangectasia. L’assenza
di aprassia oculomotoria entro i 5 anni è una grossa evidenza
contro la diagnosi di atassia teleangectasia.
Sapere se l’atassia di un nuovo paziente sia stata ereditata
come carattere dominante o recessivo può essere di aiuto nel
distinguere l’atassia teleangectasia dall’atrofia
olivopontocerebellare e nelle altre atassie spinocerebellari dal
momento che queste sono ereditate come caratteri dominanti.
Anche l’età d’esordio familiare dell’atassia è di aiuto poiché
poche altre atassie familiari si presentano precocemente
nell’infanzia a differenza dell’atassia teleangectasia. Se, in
base a questo, ad un caso di atassia di Friedreich ad esordio
precoce potrebbe essere posta una erronea diagnosi di atassia
teleangectasia, una valutazione neurologica rivelerebbe
facilmente una atassia del midollo spinale con segno di Romberg
positivo e omozigosi per l’espansione (GAA)N nel primo introne
del gene dell’atassia di Friedreich; inoltre i pazienti con
atassia di Friedreich non presentano radiosensibilità. Il modo
più sicuro per stabilire la diagnosi di atassia teleangectasia è
determinare se esistono due mutazioni all’interno del gene ATM.
Questo tipo di indagine comincia ad essere fattibile solo ora.
Nelle famiglie appartenenti a certe etnie può essere eseguita
una rapida valutazione del DNA per quelle mutazioni che sono
frequenti in quella popolazione. Tuttavia, a meno che il
paziente non sia omozigote per una mutazione ( evento molto
improbabile se i genitori non sono consanguinei ), dovrebbe
essere ricercata una seconda mutazione. Questo richiede un
grande sforzo tramite tecniche basate su mRNA, cDNA, RT-PCR o
tramite ricerca genomica sistematica sui 66 esoni del gene ATM.
Anche questo approccio non è efficace al 100% nel trovare tutte
le mutazioni, poiché alcune si trovano negli introni e altre
richiedono analisi sia del DNA genomico che dell’mRNA.
Attraverso la determinazione delle mutazioni e degli aplotipi
affetti della maggior parte delle famiglie, sarà possibile
rendere più agevole sia la diagnosi di atassia teleangectasia
che la diagnosi prenatale. (C. Scriver et al., The Metabolic and
Molecular Bases of Inherited Disease, Eighth Edition)
Diagnosi prenatale e prevenzione
Con la mappatura dettagliata del gene ATM, si sono sviluppate
una serie di marker altamente informativi che permettono oggi
una accurata aplotipizzazione all’interno delle famiglie, con
fondamentalmente il 100% di attendibilità nello stabilire se il
feto risulta affetto o meno, vale a dire meno dell’1% di
ricombinazione tra il gene ATM e il marker usato.
La diagnosi prenatale tramite l’aplotipizzazione permette, sulla
base di un bambino affetto, di stabilire una diagnosi sicura di
atassia teleangectasia e di identificare i due segmenti
cromosomici affetti 11q23.1 (ovvero gli aplotipi) portatori del
gene ATM.
La maggior parte di questi test può essere eseguita prima del
concepimento come test preconcezionale. Una volta che il
campione di DNA fetale risulta essere disponibile, da amniociti
o da villi corionici, la completa aplotipizzazione può essere
completata nel giro di una settimana. Con le nuove “guide
molecolari” questo processo diventerà ancora più veloce. (C.
Scriver et al., The Metabolic and Molecular Bases of Inherited
Disease, Eighth Edition)
Terapia
Non esiste una terapia efficace per arrestare la progressione
dell’atassia. Sono in corso dei trial clinici per valutare
l’efficacia del mioinositolo, dell’N-acetilcisteina e della
levodoopa per il controllo dei sintomi generali. Dati
preliminari sono risultati sinora discordanti. Basandosi su
anedottiche informazioni della dott.ssa Elena Boder, diversi
specialisti dell’atassia teleangectasia hanno prescritto la
vitamina E per anni. Recenti studi suggeriscono che le cellule
dei pazienti con atassia teleangectasia possono essere in un
costante stato di aumentato stress ossidativo rendendo probabile
l’ipotesi che la maggior parte degli antiossidanti o degli
“spazzini” dei radicali liberi neutralizzino parte del
deterioramento neurologico progressivo. Per questo motivo, la
vitamina E continua ad essere raccomandata; l’acido a-lipoico ed
il coenzima Q10 può anch’esso rallentare il deterioramento.
L’acido folico inoltre, può aiutare a minimizzare la fragilità
cromosomica e la formazione di rotture della doppia catena di
DNA. Tutti i supplementi dietetici sopradescritti sono
disponibili senza la prescrizione medica. Di grande importanza
per la salute dei pazienti con atassia teleangectasia sono le
infezioni polmonari e le neoplasie. Le infezioni polmonari di
solito sono causate dal normale spettro di agenti microbici e
sono trattabili con le misure convenzionali. Le infezioni
opportunistiche non sono frequenti come nei pazienti con altre
immunoideficienze (con la possibile eccezione del micobatterio).
Le neoplasie devono essere trattate con grande cura per evitare
dosi convenzionali di radioterapia o di agenti radiomimetici. Se
possibile, dovrebbero essere evitati agenti chemioterapici
neurotossici. Non tutti i pazienti con atassia teleangectasia
manifestano frequentemente infezioni polmonari o sinusiti. I
soggetti con bronchiectasie croniche vanno trattati come i
pazienti con fibrosi cistica: percussione polmonare routinaria,
drenaggi posturali, igiene polmonare aggressiva. Studi della
funzionalità polmonare possono aiutare nel monitoraggio dei
pazienti con predisposizione alle infezioni. Nei pazienti più
anziani, le infezioni polmonari sono la maggiore causa di
malessere e morte. La disfunzione bulbare progressiva può
predisporre alla polmonite ab ingestis. Oltre agli antibiotici
appropriati, la somministrazione di gamma globuline ogni 3-4
settimane può ridurre la frequenza nei pazienti predisposti alle
infezioni. Alcuni riscontri indicano che i polmoni dei pazienti
con atassia teleangectasia non siano anatomicamente normali. Uno
degli approcci più efficaci nella cura dei pazienti consiste
nell’incoraggiare i genitori dei giovani pazienti con atassia
teleangectasia ad istituire un ferreo ed impegnativo programma
di esercizio fisico volto ad aumentare la funzionalità
polmonare, a prevenire le contratture e ad evitare la
cifoscoliosi posizionale. Quasi tutti i pazienti che non hanno
svolto tali cure hanno sviluppato gravi contratture dei piedi e
delle mani, che divengono evidenti nella tarda adolescenza. Una
valutazione annuale del fisioterapista permette di rendere
queste cure personalizzate. Anche la terapia del linguaggio è
efficace, non tanto nell’arrestare la progressione della
disartria, quanto nel minimizzare la frustrazione avvertita dal
paziente quando non può essere capito dai coetanei.
Un’interazione sociale maggiore di solito aumenta la chiarezza
del linguaggio. Alcuni sintomi neurologici, come l’atassia, l’ipersecrezione
salivare e i tremori, possono essere parzialmente risolti da
vari farmaci. Il buspirone, un agonista serotoninergico
5-idrossitriptofanico, è attivo in alcuni tipi di atassia
cerebellare. L’amantadina migliora l’equilibrio e la
coordinazione e riduce l’ipersecrezione salivare in alcuni
pazienti. I tremori posturali possono essere ridotti dal
baclofene, un GABA inibitore, o dal propranololo e da altri beta
bloccanti, mentre i tremori cerebellari ed il mioclono possono
rispondere a basse dosi di clonazepam o acido valproico.
Tuttavia, questi agenti talvolta aumentano l’atassia, la
sonnolenza o la depressione. La metil scopolamina o l’idrocloride
propantelina sono talvolta efficaci nel ridurre l’ipersecrezione
salivare. Anche la legatura dei dotti salivari può alleviare
tale disturbo e può ridurre il rischio di polmonite ab ingestis.
Quando viene programmata una radioterapia in un paziente con
atassia teleangectasia, le dosi dovrebbero essere ridotte di
circa il 30%. Alcuni agenti chemioterapici, soprattutto gli
agenti alchilanti, dovrebbero essere utilizzati a dosi ridotte.
E’ stato suggerito di evitare gli inibitori della topoisomerasi.
Talvolta vi è la possibilità di trapianto midollare osseo
generalmente perché un giovane paziente ha sviluppato leucemia
ed ha un parente HLA compatibile come potenziale donatore.
Nonostante diversi tentativi negli ultimi 20 anni, non vi è una
documentazione convincente di attecchimenti a lungo termine.
Questo è si spiega considerando la difficoltà nello stabilire
una sicura ed efficace procedura per l’irradiazione o la
chemioterapia del midollo. In generale, in tali circostanze,
sembrerebbe opportuno l’iperfrazionamento delle dosi delle
radiazioni. Chiaramente vi è solo una remota possibilità che il
trapianto midollare alteri la degerazione cerebellare. Il
trapianto di cellule staminali emopoietiche potrebbe ridurre la
necessità di una completa ablazione midollare, ma probabilmente
ridurrebbe anche le possibilità di un pieno attecchimento
immunologico. L’innesto di cellule staminali neurali può
divenire una importante alternativa terapeutica. Molti pazienti
con atassia teleangectasia sono stati immunizzati
inavvertitamente per il vaiolo, la poliomelite e la varicella
senza apparenti sequele. Ciò nondimeno l’infezione naturale da
varicella risulta essere spesso assai grave. Per questo motivo,
contrariamente al consiglio che viene dato generalmente ai
pazienti con immunodeficienze, l’immunizzazione contro la
varicella è consigliata nei pazienti con stato immunitario
soddisfacente. (C. Scriver et al., The Metabolic and Molecular
Bases of Inherited Disease, Eighth Edition)
Il trapianto di tessuto timico normale e la somministrazione di
estratti di timo non hanno dimostrato un valore terapeutico
Che cos'è l'Atassia-Telangiectasia o Sindrome di Louis-Bar
L' Atassia-Telangiectasia o Sindrome di Louis-Bar (dal nome dello scienziato che la descrisse per la prima volta nel 1947) è una malattia autosomica recessiva (cioè trasmessa da due genitori portatori sani della malattia) caratterizzata da atassia cerebellare (progressiva difficoltà nella deambulazione ed in altri movimenti), teleangiectasie (dilatazione delle piccole arterie) ed immunodeficienza (riduzione delle difese immunitarie che rende molto sensibili alle infezioni soprattutto polmonari). Si caratterizza anche per l'aumentata sensibilità alle radiazioni (per cui i soggetti colpiti devono essere sottoposti al minor numero possibile di indagini radiologiche) ed una elevata probabilità di sviluppare leucemie o altri tumori. La morte sopravviene spesso intorno alla seconda decade di vita per infezioni o tumori. La vita dei pazienti con AT è caratterizzata dalla difficoltà nell'eseguire i movimenti. Le frequenti e gravi infezioni rendono necessarie intense terapie e ripetuti ricoveri nonché la somministrazione continuativa di gamma-globuline umane (per sostituire gli anticorpi mancanti).
Chi e quanti ne sono colpiti
La malattia è ereditaria e colpisce un bambino ogni 40.000 nati. Viene diagnosticata intorno al terzo-quarto anno di vita. Si calcola che la frequenza dei portatori sani sia da una a tre persone ogni cento (cioè una-tre persone su cento possono generare un figlio malato nel caso di unione con un altro portatore). I portatori sani presentano un rischio di sviluppare cancro circa tre volte più elevato (sei volte per il cancro alla mammella) del resto della popolazione.
della ricerca scientifica
Negli ultimi anni gli sforzi dei ricercatori hanno ottenuto importanti risultati, che non permettono ancora di debellare la malattia. La più recente e significativa scoperta è stata la localizzazione del gene dell'Atassia-Teleangiectasia nel cromosoma 11, nel 1995 il gene dell' AT è stato isolato. Questo consente in alcune famiglie cosidette informative di effettuare diagnosi prenatale della malattia e di identificare i portatori sani. In Italia lo studio sulla AT è condotto da diversi gruppi di ricerca che hanno dato il loro contributo per la localizzazione del gene nel cromosoma 11, per la comprensione dei meccanismi che provocano il difetto del sistema immunitario e la predisposizione alle leucemie e per la identificazione delle forme mutevoli della malattia.
AISA - www.atassia.it
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