
fisioterapia per atassia e esercizi consigliati
Da AISA - WWW.ATASSIA.IT
| in questa pagina è possibile visualizzare esercizi consigliarti in pazienti con atassie, sia scaricare il programma disponibile su CD in download del metodo Mezier a cura | |
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qui di lato è possibile scaricare l'intero cd in formato zip cui distribuito gratuitamente a tutti i partecipanti del Convegno Medico AISA svolto a Napoli il 6 gennaio 2007 "atassia, cosa c'è di nuovo" ,contenente oltre alla presentazione e al video dei tre minuti di esercizi, contiene anche i singoli video neutri degli esercizi e molte altre informazioni altrettanto interessanti: nfo aggiornate sull'atassia, sui trials effettuati della sperimentazione in corso per la ricerca EPO su pazienti, cos'è l'EPO e la sua efficacia, ecc |
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( stesura definitiva) Il Metodo Mézières nel trattamento dell’Atassia di Friedereich Il metodo Mèzierés non è solamente un metodo nuovo di rieducazione, ma è un metodo rivoluzionario. Fu scoperto da Françoise Mèzierés, nel 1947; doveva curare una paziente affetta da una cifosi molto marcata del rachide dorsale, portava permanentemente, un busto di cuoio e di ferro dal bacino alle ascelle e non riusciva più a sollevare le braccia né a lavorare. A quel tempo, si pensava che la colonna “si curvasse” per insufficienza di forza della muscolatura posteriore. Françoise Mèzierés , dopo una serie di tentativi infruttuosi per “raddrizzare” la colonna, propose alla paziente di stendersi supina sul tappeto e con sua grande sorpresa vide che la colonna stessa si incurvava (aumento della lordosi) a livello lombare invece di raddrizzarsi come ci si sarebbe aspettato , tentò di ridurre questa curva flettendo le cosce sul bacino, ma la curva si spostò a livello della nuca, in nessun modo riuscì a ridurre tali curve. Constatò, quindi, che la muscolatura posteriore si era accorciata per eccesso di forza e non per l’insufficienza; pensò per un momento che la paziente fosse un eccezione alla regola, ma l’esperienza le dimostrò il contrario: infatti, man mano che progrediva nell’osservazione, Françoise Mèzierés scoprì alcune leggi che regolano il funzionamento del nostro corpo e che possono essere riassunte nello schema che segue:
Si può quindi concludere che ogni dolore, sofferenza, malattia, trauma o shock provoca una reazione di difesa creando una compensazione in lordosi, blocco diaframmatico in inspirazione e rotazione interna degli arti. La muscolatura posteriore (lordosante) infatti è la più forte dell’insieme muscolare ed accorciandosi provoca questi “compensi”. La muscolatura posteriore è una catena muscolare cosa che possiamo verificare su noi stessi, se riceviamo un colpo, blocchiamo la respirazione e se abbiamo molto dolore contraiamo tutta la muscolatura, quindi se c’è un dolore costante il nostro corpo si “organizza” cioè compensa per cercare di sentire meno dolore. Queste compensazioni si aggiungono le une alle altre, la difficoltà funzionale aumenta e diventa sempre più un handicap: questo handicap genera a sua volta delle compensazioni che provocano una rigidità muscolare generalizzata, da cui ne consegue una grande fatica a compiere i gesti quotidiani come il camminare, salire una scala, alzarsi da una sedia, ovvero si instaura un circolo vizioso dove le compensazioni generano altre compensazioni. La rieducazione consisterà allora in un primo tempo, nell’allungare la muscolatura del dorso e la muscolatura posteriore degli arti inferiori, associando la respirazione ed in particolare chiedendo al paziente soprattutto di espirare: il tutto consisterà in posture di stiramento della muscolatura posteriore. Ad esempio: il paziente è allungato (supino) (Foto 1), su di un piano rigido, abitualmente sul pavimento protetto da un sottile materasso morbido, (è importante che testa, dorso e sacro siano allineati affinché lo stiramento si faccia senza compensazione). Il terapista può cominciare ad allungare la nuca (muscolatura posteriore del collo), il tutto chiedendo una espirazione attiva fino ad ottenere un abbassamento del segmento lombare verso il pavimento; a questo punto può alzare lentamente gli arti inferiori fino a provocare una tensione passiva dei muscoli posteriori degli arti inferiori stessi(Foto 2), aspetterà che questi muscoli si distendano per poi allungarsi(Foto 3) . Queste posture saranno progressive, dolci anche se la sensazione di stiramento sarà sgradevole soprattutto all’inizio e mantenute il tempo necessario per un allungamento plastico (cioè oltre l’elasticità muscolare) al fine di ottenere uno stiramento muscolare durevole (Foto 4). Le sedute saranno praticate con il ritmo di una (al massimo) per settimana per lasciare il tempo al paziente di integrare nello schema corporeo l’allungamento muscolare ottenuto, poi le sedute potranno essere distanziate (1 volta ogni 2 o 3 settimane) al fine di fare un lavoro di stiramento più profondo ed di non provocare fatica eccessiva Già questo primo lavoro darà al paziente una sensazione di liberazione, di muoversi più liberamente ed anche il suo equilibrio sarà più stabile.
Jean Marie Drouard Formatore Metodo Mézières
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impaginato da Paolo Zengara