
Da AISA - WWW.ATASSIA.IT
La sigla o acronimo
CMT significa Charcot-Marie-Tooth.
Charcot, Marie e Tooth, furono i tre neurologi che diedero il nome alla
malattia verso la fine dell'800, ma non furono i primi ad averla scoperta.
La potete trovare anche con altri acronimi quali ad esempio solo CM (Charcot-Marie),
HMSN (Hereditary Motor and Sensory Neuropathie), PMA (Peroneal o Progressive
Muscolar Atrophy).
In parole povere è una neuropatia e cioè una malattia dei nervi che per
induzione colpisce anche i muscoli e altre parti del nostro organismo.
Innanzitutto è bene precisare che useremo il termine "malattia" solo per una
maggiore comprensione ma in realtà, la CMT è un insieme di malattie con
sintomi simili.
Nel corso dei decenni gli studi sulla conduzione del nervo e soprattutto la
ricerca genetica, hanno permesso di individuare molte delle diverse forme di
CMT. Si stanno aprendo parecchie strade alla ricerca scientifica e tutti noi
ci auguriamo che presto si arrivi ad individuare una cura. Nel frattempo
sarebbe importante far nascere progetti di diagnosi e riabilitazione per
dare a tutti noi una risposta concreta, utile ad affrontare i problemi
legati a questa malattia.
La CMT è una malattia
molto più diffusa di quello che si è sempre creduto e anche la statistica
nota come
LA CMT colpisce il
SISTEMA NERVOSO PERIFERICO e cioè compromette le terminazioni nervose
che interessano i piedi, le gambe dal ginocchio in giù, le mani, le braccia
dal gomito in giù.
Solo raramente possiamo trovare problemi anche all'udito, alla vista, alle
corde vocali, e più frequentemente alla spina dorsale.
Non sempre sono colpite le funzioni di entrambi gli arti superiori e
inferiori, o meglio, anche se il deficit neurologico viene evidenziato in
tutto il sistema periferico, possiamo avere sintomi evidenti solo alla
deambulazione e non alle funzioni manuali (quasi mai viceversa).
E' importante ricordare che non esistono ad oggi studi scientifici
approfonditi sulla sintomatologia della CMT e che quindi non sono ancora
disponibili dati statistici in merito.
Ciò è dovuto anche alla principale caratteristica di questa sindrome, cioè
alla sua variabilità nel colpire le persone, anche all'interno della stessa
famiglia, sia per quanto riguarda i sintomi che il livello di gravità. Per
questo non preoccupatevi se vedete qualcuno messo peggio di voi, non è detto
che rappresenti il vostro futuro!
Per semplificare vi elencheremo alcuni dei sintomi che più spesso accomunano le varie forme e le persone affette da CMT:
Ø
DEGENERAZIONE
E ATROFIA MUSCOLARE.
I muscoli interessati, come dicevamo, sono quelli periferici degli arti
inferiori e superiori. I più colpiti sono i peronei (da qui il nome Atrofia
Muscolare del Peroneo), i tibiali, e i flessori delle dita. Ne deriva un
logico indebolimento della forza muscolare. Perché si atrofizzano? Perché
smettono di lavorare. Perché smettono di lavorare? Perché non sono più
innervati a causa del deficit neurologico.
Ø
ACCORCIAMENTO
DEI TENDINI.
Atrofizzandosi i muscoli, di conseguenza si accorciano i tendini. Il tendine
maggiormente colpito è quello d'Achille.
Ø
DEFORMITA'
DEGLI ARTI E DITA A MARTELLO E AD ARTIGLIO.
Ciò è dovuto allo squilibrio muscolare e all'accorciamento tendineo. I piedi
possono presentarsi cavi e quindi equini, con una tendenza a camminare sulle
punte. Il tallone può essere varo e quindi storcersi verso l'interno,
portando la persone a cadere (sbilanciarsi) all'esterno durante la
deambulazione. I calli spesso sono una delle conseguenze più immediate. Le
dita tendono a piegarsi e ciò nei piedi comporta una serie di problematiche
dolorose e di adattamento alle scarpe, mentre nelle mani limiti alla
manualità. Le deformità degli arti rappresentano il problema più tangibile
per chi è affetto da CMT. Le maggiori conseguenze? Instabilità, dolore,
imbarazzo!
Ø
DEFICIT
SENSITIVO. I
disturbi alla sensibilità sono dovuti alla compromissione dei nervi
sensitivi. La sensazione è quella di una diminuzione più o meno
significativa, a seconda dei casi, del senso tattile e dolorifico detta a
calza e a guanto. Se tale deficit dovesse peggiorare è opportuno porre
maggiore attenzione alle fonti di calore e ai traumi (es. pressioni della
scarpa che potrebbero causare nel tempo ulcere cutanee), perché la persona
può non sentire dolore. Tale deficit aumenta l'instabilità motoria e
l’abilità manuale.
Ø
PERDITA DI
EQUILIBRIO.
Come potrebbe esserci il giusto equilibrio con piedi deformati e mancanza di
sensibilità? E' tipico delle persone con CMT tendere alla perdita di
equilibrio, sbandare. Attenzione quindi alle cadute! Cosa curiosa è la
mancanza del senso di posizione al buio e chiudendo gli occhi, attenzione,
quasi tutti noi perdiamo l'equilibrio.
Ø
ASSENZA DI
RIFLESSI.
L'assenza di riflessi osteo-tendinea l'abbiamo quasi tutti ma questo segno è
utile soprattutto al neurologo per una diagnosi.
Ø
RAFFREDDAMENTI
E PARESTESIE AGLI ARTI.
Il sistema nervoso è strettamente collegato con quello circolatorio. Molti
soffrono di raffreddamento degli arti che peggiora con temperature fredde e
umidità. Anche le parestesie o “addormentamento” degli arti, rappresenta uno
dei sintomi più diffusi, non spaventatevi perché non è continuo, si tratta
spesso di fasi episodiche che passano nel giro di ore o al massimo giorni e
solo in uno stadio avanzato della malattia permangono. Anche i formicolii
sono normali nella CMT, soprattutto al mattino appena svegli.
Ø SPASMI / DOLORE OSTEO-MUSCOLARE. La postura errata, le deformazioni, l'affaticamento muscolare inducono dolori di vario genere e crampi muscolari soprattutto notturni.
Esistono sintomi che
colpiscono solo alcune persone e certe rare forme di CMT, quali ad esempio
le difficoltà respiratorie o gravi cifo-scoliosi altamente deformanti.
Si segnalano casi rari di deficit uditivi, visivi, vocali, all'apparato
urinario, ecc. Attraverso le nostre esperienze e i numerosi contatti con
persone affette da CMT abbiamo potuto riscontrare, a livello puramente
percettivo, che problematiche legate al sistema nervoso centrale come ad
esempio alla spina dorsale, sono molto più diffuse di quanto si possa
leggere negli studi pubblicati sulla Charcot Marie Tooth.
Crediamo che la ricerca debba fare ancora molta strada prima di raggiungere
un quadro completo e certo delle caratteristiche sintomatologiche di tale
sindrome.
Possiamo affermare con certezza che la Charcot Marie Tooth è una malattia altamente invalidante tale da rendere necessario un intervento assistenziale permanente e continuativo e globale nella sfera individuale o in quella relazionale ma solo in rari casi arriva a compromettere totalmente l'autonomia della persona e solo in pochi casi presenta una grave disabilità che costringe all'uso di sedie a rotelle (Legge 104 art.3, comma 3)
Associazione di
riferimento:
ACMT-RETE
AISA . www.atassia.it
pz