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Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici |
Più luce sull’atassia
Da AISA - WWW.ATASSIA.IT
Quattro corsi di aggiornamento, 40
sessioni di comunicazioni orali, 24 conferenze didattiche, 37
simposi, 4 sessioni poster, 30 sessioni speciali. A giudicare
dai numeri, il menù del congresso organizzato dalla Società
Italiana di Neurologia, che si terrà a Bari dal 14 al 18 ottobre
prossimi, si presenta molto ricco. Del resto non poteva che
essere così: la neurologia clinica ha un impatto sempre più
importante sia in termini di ricerca sia in termini di
formazione sia in termini di assistenza. Basti pensare che, come
sottolineato alla conferenza stampa di presentazione da Mario
Manfredi, presidente della SIN, le malattie di interesse
neurologico hanno un impatto di 9500/100000. Non solo: in Europa
la patologia neurologica contribuisce per circa il 36% circa
all’intero spettro delle complessive problematiche della salute
umana, determinando il 50% degli anni di vita persi per
disabilità e circa il 23% di quelli persi per mortalità. Eppure,
ha sottolineato Manfredi, all’impatto sociale non corrisponde un
analogo impatto in investimento e formazione. Da qui la grande
opportunità offerta dal congresso che, va da sé, vista
l’enormità delle tematiche neurologiche rappresenta una
panoramica generale con alcuni argomenti “fulcro”. Tra questi le
atassie ereditarie, un gruppo eterogeneo di patologie
caratterizzato da disturbi di coordinazione motoria,
dell’equilibrio e dell’andatura. Ma perché l’atassia?
Atassia cioè?
Come ha spiegato Gioacchino Tedeschi del Dipartimento di scienze
neurologiche dell’Università di Napoli, si tratta di una
malattia che ha conosciuto un’evoluzione nosologica enorme. Da
che se ne è iniziato a parlare, infatti, la sua definizione si è
evoluta notevolmente e così anche la sua conoscenza. Per
atassia, dunque, oggi si intende un gruppo di malattie rare del
sistema nervoso centrale, progressive e gravemente invalidanti.
Possono essere legate a lesioni del cervelletto, del midollo
spinale o dei nervi periferici. All’origine ci possono essere
patologie infiammatorie, infettive, metaboliche e tumorali, ma
le forme degenerative ed ereditarie sono le più frequenti. La
più comune, il 50% di tutte le forme di atassia ereditaria, è
quella di Friedrich, che in Italia colpisce circa 1200 persone
con un portatore sano ogni 100mila abitanti. Una malattia rara,
perciò, che si manifesta quando il difetto genico è in duplice
copia, ereditato cioè sia dal padre che dalla madre. La malattia
si manifesta durante la pubertà in ragazzi fino a quel momento
normali con atassia progressiva, che porta dopo 10 anni alla
sedia a rotelle e alla completa perdita di autonomia. Ma i passi
avanti nella conoscenza dei meccanismi della malattia sono stati
molti.
Le conoscenze aumentano
L’ultimo passaggio in ordine di tempo è stato l’annuncio con un
articolo pubblicato su Nature Genetics dell’identificazione del
gene dell’atassia. Più precisamente si tratta di una mutazione
del gene che codifica per la proteina alfa-III- spectrina,
determinante nella costituzione della struttura interna delle
cellule nervose. E sono proprio questi progressi ad aprire nuovi
spiragli. Per cominciare oggi è possibile l’analisi del DNA da
cui diagnosticare forme atassiche prenatali e individuare i
portatori sani. I sintomi compaiono nell’infanzia all’età di due
anni, ma possono rivelarsi anche in età più avanzata, in alcuni
casi anche a 70 anni. E le cure? Difficile parlare di cure,
anche qui la speranza è che le maggiori conoscenze permettano di
mettere a punto nuovi farmaci in grado di bloccare il decorso
rapido e inesorabile. Nel frattempo quello che si può fare è
tenere a bada le complicanze della malattia, che sono
respiratorie e cardiache in particolare. Un esempio in questo
senso è rappresentato dall’idebenone, molecola molto nota
nell’industria cosmetica per le sue proprietà antiossidanti,
utile per il trattamento dei problemi cardiaci nei pazienti
atassici, che da un paio d’anni grazie agli sforzi dell’AISA,
Associazione italiana per la lotta alle sindromi atassiche, è
diventato gratuito. Già, perché il problema è che le cure
conosciute per le persone colpite dalle decine di forme di
atassia, sono molto onerose. Ma è una patologia rara e così va
il mondo…
fonte 10 2006
Conferenza stampa, Congresso Società italiana di neurologia, Milano 4 ottobre
AISA - www.atassia.it
PZ