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Diario del To ur – 5a tappa: Rovigo > Monselice - 22/09
Il Veneto è stata l’ultima regione ad aggregarsi per ospitare una propria tappa del Tour, inizialmente in dubbio per le difficoltà incontrate dalla sezione AISA, in particolare nella disponibilità di risorse umane per organizzare l’evento. Tutte le premesse però vengono immediatamente smentite una volta giunti nel luogo del raduno, a Rovigo, nella storica Piazza Vittorio Emanuele II, da subito presidiata da vari mezzi di sicurezza e di soccorso. I ciclisti che accorrono, appartenenti a vari gruppi amatoriali, giungono a ondate successive, fino a colmare un terzo della piazza, regalando alla vista uno scenario festoso e variopinto e trasmettendo al gruppo una carica difficilmente descrivibile. Questa volta ad aggregarsi al gruppo ci sono anche altri ciclisti con disabilità e handbikers, tra i quali la veterana Graziella Calimero, campionessa italiana nonostante la rispettabile età. Il saluto dell’Assessore Provinciale allo Sport, Tiziana Virgili, completa l’opera con un tocco d’ufficialità. Il percorso della tappa non è lungo ma piacevole, ed i ragazzi raccolgono applausi e saluti dalle abitazioni, dai passanti, dagli automobilisti, segno della grande sensibilità della zona alla causa del Tour. L’arrivo a Monselice è trionfale, la polizia locale apre le porte del centro cittadino allo sciame festoso, diretto verso la meta dello splendido parco cittadino. Ad attendere il gruppo all’arrivo, a sorpresa, tantissimi giovani e giovanissimi, le scuole calcio, le danze delle majorettes, tanti applausi ed una premiazione in grande stile. Importante il momento di partecipazione collettiva, con l’invio simultaneo del messaggio SMS al ----- per la raccolta fondi da parte di tutti i presenti. Infine, dopo il saluto del Sindaco della città, l’attenzione è rivolta interamente a Federica Torin, presidente della sezione AISA veneta, che lancia il messaggio più importante della giornata, senza cellulare ma con le sue parole: gli atassici, prima che malati, sono persone, e come tali hanno sogni, per i quali lottano ogni giorno, ogni ora della propria vita. I volontari veneti, dell’AISA e non, hanno dimostrato ancora una volta in quest’occasione che quanto detto da Federica è vero, se intorno ad un sogno si stringono tante persone, e tutte insieme credono e si impegnano per vederlo realizzare.
Riccardo Iorio Organizzazione AISA Tour -------------------------------------------------------------------
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