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DISABILITA' E
VITA
INDIPENDENTE
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26/09/2006
1000 euro al mese per l'assistenza personale...
scarica il modulo e presenta la domanda di vita
indipendente alla tua Asl e al tuo comune |
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FONDO PER L’AUTONOMIA POSSIBILE E PER
L’ASSISTENZA A LUNGO TERMINE (F.A.P.)
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agg. 26 ago 2008
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Molti di Voi ci hanno
contattato per sapere a che punto fosse
l’iter del regolamento del Fondo per
l’Autonomia Possibile e l’Assistenza a
lungo termine e cosa cambia soprattutto
per i progetti di Vita Indipendente.
Innanzi tutto và detto che, grazie all’
impegno delle Associazioni dei disabili,
in primis I.D.E.A. Onlus e
TetraParaplegici del F.V.G., finalmente
abbiamo una legge regionale che
riconosce e garantisce l’Assistenza
Personale per la Vita Indipendente nella
nostra regione. Si tratta di una delle
leggi in materia più avanzate in Italia
e in Europa. Il F.A.P prevede tre
tipologie di intervento:
1. Assegno per l’ autonomia (APA):
sostanzialmente sostituisce il
contributo previsto dall’art. 32 della
L.R.
10/98;
2. Contributo per l'aiuto familiare:
sostituisce la L.R. 24/04 ed è un
contributo per chi usufruisce di
assistenti
personali o badanti.
3. Sostegno alla Vita Indipendente:
raccoglie ed integra i Progetti
Personali di Vita Indipendente
contemplati
dalla L. 162/98.
Brevemente indico
quali sono i vantaggi per noi disabili
gravi e allego una nota informativa che
spiega più esaurientemente che cos’è il
F.A.P.
Per i disabili gravi c’è l’introduzione
del Progetto Personalizzato che consente
a chi è in grado di autodeterminarsi di
accumulare tutte e 3 le tipologie di
intervento. Per i progetti di Vita
Indipendente non occorre la
presentazione dell’ISEE, e questo
rappresenta già una grande conquista in
quanto viene riconosciuto il diritto ad
una Vita Indipendente a prescindere dal
reddito. Il Progetto Personalizzato ha
accesso “a sportello”; in pratica può
essere chiesto ed elaborato in qualsiasi
giorno dell’ anno. Il progetto inizia un
mese dopo l’accoglimento e non bisognerà
più presentare la domanda entro date
stabilite dell’anno. Il regolamento del
F.A.P. obbliga gli Ambiti socio –
sanitari dei Comuni a destinare almeno
il 15% dei fondi per i Progetti di Vita
Indipendente. Vi è stato un consistente
incremento dei fondi per gli interventi
del F.A.P. da parte della Regione. Si
auspica che dopo un periodo di
“rodaggio” i progetti personalizzati
vengano automaticamente rinnovati ogni
anno.
Bisogna purtroppo anche registrare una
nota dolente: per avere accesso
all’Assegno per l’Autonomia e al
Contributo per il sostegno famigliare è
richiesto l’ISEE del nucleo famigliare
che non dovrà superare i 35.000 euro.
Avevamo avvertito per tempo la Regione
che tale richiesta è illegittima in
quanto l'articolo 25 della legge n.
328/2000 “Legge quadro per la
realizzazione del sistema integrato di
interventi e servizi sociali”,
stabilisce che “ai fini dell'accesso ai
servizi disciplinati dalla presente
legge, la verifica della condizione
economica del richiedente è effettuata
secondo le disposizioni previste dal
decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
109, come modificato dal decreto
legislativo 3 maggio 2000, n. 130"
secondo il quale: "per le prestazioni di
natura socio-sanitaria erogate a
domicilio o in ambiente residenziale a
ciclo diurno o continuativo, rivolte a
persone con handicap permanente grave,
nonché a soggetti ultrasessantacinquenni
la cui non autosufficienza fisica o
psichica sia stata accertata dalle Unità
sanitarie locali, deve essere presa in
considerazione la sola situazione
economica dell'assistito". Quindi,
in base a queste norme, i Comuni, le
Province, le ASL e gli altri enti
pubblici per il calcolo dell'ISEE
(Indicatore Situazione Economica
Equivalente) devono prendere in
considerazione la situazione economica
del solo assistito (e quindi non quella
dei congiunti anche se conviventi e
tenuti agli alimenti). Su questo punto
siamo rimasti inascoltati; ad ogni modo,
i riferimenti normativi sopra riportati,
consentono alle persone che accedono
agli interventi del F.A.P. di rifiutarsi
di presentare l’ISEE del nucleo
famigliare senza il timore di venire
esclusi.
(1) FONDO PER L’AUTONOMIA
POSSIBILE E PER L’ASSISTENZA A LUNGO
TERMINE NOTA INFORMATIVA
Con Decreto del Presidente della Regione
n. 035 del 21/02/007 è stato approvato
il Regolamento di attuazione del Fondo
per l’autonomia possibile e per
l’assistenza a lungo termine, così come
previsto dalla LR 6/2006.
Che cos’è il Fondo
dell’autonomia possibile?
Il Fondo dell’autonomia possibile è una
risorsa che si affianca alla rete dei
servizi ad alta integrazione
sociosanitaria, per favorire la
permanenza delle persone non
autosufficienti al proprio domicilio e
per sostenere le famiglie nel loro
lavoro di cura.
Gli operatori assieme alla persona non
autosufficiente e alla sua famiglia
elaborano un Progetto
personalizzato, che prevede
tutti gli interventi necessari e
realizzabili in risposta al problema
evidenziato.
Tra le diverse soluzioni una possibile
risposta è rappresentata dal Fondo
dell’autonomia possibile. Nel caso il
progetto personalizzato preveda il FAP,
il limite ISEE previsto dal regolamento
regionale per l’accesso è di € 35.000,00
Il Fondo dell’autonomia
possibile si articola in
diversi tipi d’intervento che prevedono:
a) assegno
per l’autonomia: è un
intervento che ha lo scopo di rendere
possibile e sostenibile l’assistenza dei
familiari a domicilio delle persone in
condizioni di grave non autosufficienza;
b)
contributo per l’aiuto familiare:
è un intervento che ha la finalità di
sostenere le situazioni in cui la
persona o la famiglia si avvale
dell’aiuto di addetti all’assistenza
familiare (le cosiddette “badanti”) per
le attività assistenziali di cura;
c) sostegno
alla vita indipendente: è
un intervento che concorre a finanziare
i progetti di vita indipendente per le
persone con grave disabilità, in grado
di autodeterminarsi. Con questa
normativa vengono sostituite le regole
di applicazione relative all’ assegno di
cura, al contributo per il personale
addetto all’assistenza familiare e ai
progetti relativi alla L.162/98 Ogni
Ente gestore del Servizio sociale dei
Comuni ha a disposizione, per il Fondo
dell’autonomia possibile, una
determinata quota, pertanto saranno
finanziati i progetti fino alla
copertura dello stanziamento messo a
disposizione.
A chi è rivolto?
Si rivolge a persone, siano esse
anziane, disabili, adulti o minori, che
per la loro condizione di non
autosufficienza non possono provvedere
alla cura della propria persona e
mantenere una normale vita di relazione
senza l’aiuto determinante di altri.
Che cosa è necessario?
• La persona deve essere non
autosufficiente o disabile grave. Tale
condizione verrà valutata in base ai
requisiti previsti dal regolamento sul
Fondo per l’autonomia possibile.
• Alla persona destinataria della
valutazione viene richiesta la
certificazione ISEE del proprio nucleo
familiare. Tale certificazione viene
rilasciata gratuitamente dai centri
autorizzati ( CAAF, patronati, INPS…).
Non è necessaria unicamente per i
progetti relativi al sostegno alla vita
indipendente.
• Alla persona interessata, o chi ne fa
le veci, viene richiesta la
disponibilità a condividere e
sottoscrivere un progetto personalizzato
con i servizi sociosanitari.
Il Progetto personalizzato
Il Progetto personalizzato viene
elaborato con la persona non
autosufficiente o chi ne fa le veci, il
suo contesto familiare ed eventuali
altre risorse informali. Nel progetto
personalizzato vengono sintetizzati i
problemi relativi all’assistenza
familiare e vengono definiti i risultati
attesi, gli interventi necessari, le
risorse eventualmente messe a
disposizione da parte del settore
sociale, da quello sanitario, dal
volontariato o dalla cooperazione
sociale. Gli interventi previsti dal FAP
decorrono dal primo giorno del mese
successivo alla definizione del progetto
personalizzato che deve essere
sottoscritto da parte dell’interessato o
da chi ne fa le veci.
Ulteriori informazioni
Coloro che, alla data di entrata in
vigore del Regolamento sul Fondo per
l’autonomia possibile, risultavano
assegnatari per l’anno 2006 di
contributi relativi all’assegno di cura,
al contributo per addetti all’assistenza
familiare (badanti), e/o ai contributi
relativi alla legge 162/98, viene
mantenuto, per l’anno 2007, lo stesso
beneficio. A chi rivolgersi Di fronte ai
problemi di grave non autosufficienza le
persone possono rivolgersi agli
operatori dei servizi sociali e/o
sanitari.
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Vita
indipendente
Per
le persone con disabilità la Vita Indipendente è
il diritto fondamentale all'autodeterminazione
della propria esistenza. Per affrontare e
controllare in prima persona il proprio
quotidiano e il proprio futuro.
ENIL Italia, in
collaborazione con ENIL (Europa), organizza nei
giorni 15 e 16 aprile 1999 il primo seminario di
formazione nazionale sulla Vita Indipendente e
in particolare sull'assistenza e sulla gestione
del proprio assistente personale. Il seminario è
rivolto alle persone con disabilità e sarà
gestito da formatori e relatori con disabilità.
È prevista la partecipazione di numerosi esperti
ed esponenti di ENIL Europa ed ENIL Italia.
Saranno invitate anche persone con disabilità
provenienti da nazioni del sud Europa e dagli
Stati Uniti.
Associato al seminario, sabato 17 aprile verrà
organizzato l'incontro annuale di ENIL Italia
che coinvolgerà anche i rappresentanti europei
di ENIL. Il tema principale riguarderà le
effettive potenzialità delle persone con
disabilità a intraprendere propri percorsi di
Vita Indipendente in Italia.
Il Movimento per
la Vita Indipendente
Nasce negli Stati
Uniti nei primi anni '70 grazie alla volontà e
all'impegno di un gruppo di studenti con
disabilità dell'Università della California di
Berkeley. Da allora, con forte determinazione,
il movimento ha esteso la sua attività a livello
internazionale, battendosi per rivendicare e
conquistare i diritti inalienabili della persona
con disabilità: diritto all'assistenza
personale, a servizi adeguati, agli ausili
tecnici, all'istruzione e alla formazione, al
lavoro e all'integrazione sociale. In sostanza,
il diritto alla vita.
ENIL è il network
europeo per la Vita Indipendente. Fondato a
Strasburgo nell'aprile del 1989 compie
quest'anno 10 anni di attività. Nel 1991, ha
esteso la sua operatività anche nel nostro
paese, dove è stata costituita ENIL Italia.
In Italia si parla da relativamente poco di Vita
Indipendente, ma questa diversa filosofia di
concepire la vita di un disabile non autonomo,
cioè non "oggetto da assistere", ma "persona
attiva" e responsabile della propria vita, ha le
sue origini negli anni '60, negli Stati Uniti,
nell'università di Berkeley in California. Qui
alcuni disabili gravi venivano alloggiati in un
ospedale del campus, ma mantenevano comunque
rapporti con l'ambiente studentesco. In seguito,
i movimenti per i diritti civili portarono alla
fine degli anni '60 questi stessi studenti a
concepire la volontà di non vivere più in
ospedale.
Col tempo la filosofia della Vita Indipendente è
stata recepita anche in Europa ed oggi possiamo
dire che nel complesso sia abbastanza
conosciuta. Adolf Ratzka, direttore
dell'Indipendent Living Institute, egli stesso
fruitore di assistenza personale, spiega così il
concetto di vita indipendente:
"Il
Vivere Indipendente significa cercare le stesse
possibilità di scelta ed il controllo della vita
quotidiana, tutto ciò che i fratelli e sorelle
non-disabili, vicini ed amici danno per
scontato. Si vuol crescere nelle prprie
famiglie, andare nella scuola del proprio
quartiere, usare gli stessi autobus , avere un
lavoro che sia in linea con la propria
istruzione e i propri interessi, e crersi una
famiglia.
Finché si considerano le proprie
disabilità come tragedie, significa essere
commiserati.
Finché ci si vergogna di ciò che si è, vite
considerate inutili.
Finché si
rimane in silenzio, verrà solo detto da altri
cosa fare".
Nell'ambito europeo
una voce per tutti è l'associazione ENIL
(European Network on Independent Living) che nel
2003 ha portato, con il primo Freedom Drive, la
Vita Indipendente ed i Diritti Umani
all’attenzione del Parlamento Europeo. Uno dei
tanti punti che l'ENIL ha evidenziato è la
"mancanza di servizi coesivi di assistenza
personale per tutta l'Europa. L'ENIL crede che
il denaro speso negli istituti per disabili di
ogni nazione possa essere speso meglio pagando
direttamente le persone, piuttosto che i costosi
istituti".
"L'obiettivo principale che si propone
la Vita Indipendente è permettere al disabile
non-autosufficiente di realizzare la propria
indipendenza, di autodeterminarsi, di fare le
proprie scelte e gestire la propria vita secondo
le sue esigenze e le sue aspirazioni. Le
finalità, quindi, non riguardano solo i bisogni
primari, le necessità fondamentali quotidiane
della vita, ma anche tutte quelle attività che
il disabile ritiene importanti per i suoi
progetti di vita (lavorare, studiare, viaggiare,
avere una famiglia, ecc…).
La base fondamentale della Vita
Indipendente è l'assistenza personale.
L'assistente personale è colui o colei che il
disabile sceglie, assume con un regolare
contratto di lavoro, concorda con lui/lei gli
orari delle mansioni che devono essere svolte,
la retribuzione, compresa di oneri assicurativi
e previdenziali. Gli assistenti personali non
possono essere parenti o affini. Tutto
ciò che viene speso per gli assistenti personali
è rimborsabile".
Per far sì che venga attuato un progetto di Vita
Indipendente è necessario che la propria regione
metta a disposizione dei fondi per il
finanziamento del progetto stesso. La
richiesta da parte dei disabili deve essere
fatta alla ASL di appartenenza, la
quale stilerà una graduatoria in base alle
richieste e gli interventi verranno effettuati
nei limiti del trasferimento dei fondi dalle
Regioni alle ASL.
L'obiettivo di questo articolo è quindi
quello di far conoscere questa realtà e cercare
di divulgarla il più possibile e non solo fra i
disabili, ma anche fra coloro che dovrebbero
realizzare questi progetti.
Non tutti
conoscono questo nuovo modo di concepire
l'assistenza ai disabili.
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Modalità di
accesso
La richiesta va presentata al proprio Comune di residenza
e/o al Settore sociale della propria ULSS.
Alla domanda si
devono allegare:
la certificazione
d'invalidità rilasciata dalla commissione di prima istanza
la certificazione dello stato di handicap in "situazione di
gravità", come previsto dall'art. 3 comma 3 della legge
104/1992.
Il progetto, oltre ai dati personali, deve contenere
un'autovalutazione dei bisogni in termini di:
- numero di ore di assistenza necessaria,
-
numero di ore di
servizio richiesto (oggi significativamente inferiore ai
bisogni),
-
costo orario previsto,
-
importo totale del
finanziamento annuale stimato
Alcuni
link per saperne di più.
www.enil.eu.com
-
www.enil.it
-
www.independentliving.org
prelevare
i moduli indispensabili per la richiesta (disponibili anche
sul sito AISA)
Si
consiglia di presentare la richiesta di assistenza mediante
tale modulo, anche in regioni ove non previsti fondi per
finanziare la Vita Indipendente. Sarà un modo per
sensibilizzare gli addetti ai lavori ed affinché attivarsi,
dove oggi non si sa neppure cosa sia la Vita Indipendente.
Al modulo
di richiesta di ammissione al programma di "Vita
Indipendente", oltre al Certificato di invalidità e alla
fotocopia di un documento di identità del richiedente, va
allegata anche una "Copia autenticata del
certificato ULSS di stato di handicap fisico motorio in
situazione di gravità (L.104/92 art. 3, comma 3)".
In caso
non avreste mai fatto richiesta di tale certificato, sempre
su apposita domanda barrando la voce persona handicappata
(L. 104/92) va fatta domanda di riconoscimento alla propria
ASL di distretto di competenza.
Modalità del servizio
Le persone
con disabilità cui è stato approvato il progetto individuale
per un certo monte-ore di assistenza da gestire, possono
assumere uno o più assistenti personali con regolare
contratto di lavoro.
Mansioni, orari, modalità, tipo di contratto e retribuzioni
sono concordate direttamente tra l'utente del servizio,
divenuto cosa datore di lavoro, e gli assistenti.
Gli
assistenti possono essere persone di diverse età,
disponibilità e capacità. Non è richiesta una formazione
professionale. Ogni utente provvede alla formazione del
proprio assistente in base alle esigenze.
Per
garantire la libertà di scelta degli assistenti personali,
soddisfare le domande e contenere i costi orari offrendo
stipendi adeguati, non è possibile fare riferimento solo a
strutture accreditate.
La qualità del servizio è comprensibilmente garantita
direttamente dall'utente che, se non soddisfatto, può, nei
termini di legge, interrompere il rapporto di lavoro e
assumere un altro assistente. A loro volta gli assistenti
scelgono come, dove e con chi lavorare e quando licenziarsi,
in un libero rapporto di lavoro.
La realtà
italiana è molto variegata, a fronte di alcune regioni dove
il concetto di vita indipendente si è fatto strada tanto da
essere stato inserito nello statuto regionale e dove vi sono
dei capitoli di bilancio specifici, vi sono regioni dove si
continua a vedere le persone con disabilità grave come un
soggetto privo di capacità di autodeterminazione e bisognoso
solo di assistenza.
Importante è stata l'approvazione della legge n. 162 del 21
maggio 1998, legge mirata a misure di sostegno per persone
con handicap grave e che va ad integrare e a modificare la
legge-quadro n. 104 5 febbraio 1992 per l'assistenza,
l'integrazione sociale e i diritti delle persone
handicappate, dove per la prima volta si fa esplicito
riferimento al "diritto ad una vita indipendente".
Nella legge 162 si trova esplicitamente scritto in
riferimento alla modifica ed integrazione dell'art. 39,
comma 2, della legge 104/92:
l-ter) ...
allo scopo di garantire il diritto ad una vita indipendente
alle persone con disabilità permanente e grave limitazione
dell'autonomia personale nello svolgimento di una o più
funzioni essenziali della vita, non superabili mediante
ausili tecnici, le modalità di realizzazione di programmi di
aiuto alla persona, gestiti in forma indiretta, anche
mediante piani personalizzati per i soggetti che ne facciano
richiesta, con verifica delle prestazioni erogate e della
loro efficacia".
Paolo Zengara
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Scaricate QUI il modulo
di richiesta e presentatelo alla Vostra ASL di
competenza e al proprio comune di residenza
compilato in ogni sua parte, unito alla
documentazione necessaria |
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